Skip to content

Il blog è aperto dal mese di Agosto (2013) e si propone di continuare l'attività divulgativa e collaborativa iniziata dapprima sulla piattaforma di facebook con il gruppo nazionale CARL GUSTAV JUNG - ITALIA.

E' possibile iscriversi agli aggiornamenti del blog inserendo la propria email in basso a questo riquadro a destra "Segui blog via email.

La sezione "Estratti INEDITI" raccoglierà tutti gli articoli e gli elaborati di varia natura inviati da collaboratori psicologi, psichiatri, scrittori e appassionati delle tematiche della psiche. Tali contributi saranno tutelati dal copyright (per quei lavori già pubblicati regolarmente) o dai CC (creative commons) per quelli inediti di prossima pubblicazione editoriale.

Un saluto dall'Admin,
Emanuele Casale
-----------------------

«Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un vero amore che non si occupa del prossimo.»
(C.G.Jung – Libro Rosso, p.245)

«Echoes» dei Pink Floyd: una canzone ai “Morti” di cui parla Jung nel Libro Rosso?

«I morti non sono assenti,
sono esseri invisibili.»
(Sant’Agostino)

«Noi proseguiamo in vita la catena delle generazioni e paghiamo pegno al passato. Fin tanto che non si è “cancellato il debito”, “un’alleanza invisibile” ci spinge a ripetere, che lo vogliamo, che lo sappiamo, la situazione piacevole o l’evento traumatico, la morte ingiusta, persino tragica, o la sua eco.»
(Nice-Hyères, 1989)

——————————————-

TESTO dei Pink Floyd (canzone: Echoes)

«In alto l’albatro sta immobile sospeso nell’aria
e giù nel profondo dei flutti
in labirinti di caverne coralline
l’eco di un tempo remoto giunge
tremante attraverso le sabbie
ed ogni cosa è verde e sott’acqua

E nessuno ci mostra alla terra
e nessuno sa i dove o i perché
ma qualcosa è all’erta, qualcosa si muove
e comincia a salire verso terra Continua a leggere…

La Sindrome da Alienazione Genitoriale (PAS). Una disamina sulla PAS come abuso. Dalla legge alla clinica attraverso responsabilità e responsabili (di Paolo Pozzetti)

Paolo Pozzetti. Psicologo e Psicoterapeuta formatosi presso lo "Jung Institute" di Zurigo.

Paolo Pozzetti. Psicologo e Psicoterapeuta formatosi presso lo “Jung Institute” di Zurigo.

CHE COS’E’ la PAS (Sindrome da Alienazione Genitoriale):
(Definizione tratta da Wikipedia. Cliccare qui sopra sul titolo per andare alla pagina completa di Wikipedia)

La sindrome da alienazione genitoriale (o PAS, dall’acronimo di Parental Alienation Syndrome) è una ipotetica e controversa dinamica psicologica disfunzionale che, secondo le teorie dello psichiatra statunitense Richard Gardner, si attiverebbe sui figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio conflittuale dei genitori, non adeguatamente mediate.
Gardner definisce la PAS come un disturbo che insorge normalmente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli, definito in tre gradi, in ordine crescente di influenza, ciascuno da trattare con uno specifico approccio sia psicologico sia legale. Ancora, secondo Gardner, la PAS sarebbe frutto di una supposta «programmazione» dei figli da parte di un genitore patologico (genitore cosiddetto «alienante»), sorta di lavaggio del cervello che porterebbe i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti, e a esibire astio e disprezzo ingiustificato e continuo verso l’altro genitore (genitore cosiddetto «alienato»)
Le tecniche di «programmazione» del genitore «alienante» comprenderebbero l’uso di espressioni denigratorie riferite all’altro genitore, false accuse di trascuratezza nei confronti del figlio, violenza o abuso (nei casi peggiori, anche abuso sessuale), la costruzione di una «realtà virtuale familiare» di terrore e vessazione che genererebbe, nei figli, profondi sentimenti di paura, diffidenza e odio verso il genitore «alienato». I figli, quindi, si alleerebbero con il genitore «sofferente»; si mostrerebbero come contagiati da tale sofferenza e inizierebbero ad appoggiare la visione del genitore «alienante», esprimendo ― in modo apparentemente autonomo ― astio, disprezzo e denigrazione verso il genitore «alienato».
————————————————-

ARTICOLO di Paolo Pozzetti, Psicologo e Psicoterapeuta formatosi presso lo Jung Institute di Zurigo:

“Le madri sono genitori “alienanti” molto più frequentemente di quanto lo siano i padri “(Gardner, 1988).
Aggiungerei,  ma solo perché spesso sono loro di prima ordinanza i genitori affidatari.
Capisco che questa frase possa sembrare settaria e maschilista ma se si va per analisi statistica diviene una logica realtà nonché una ovvia deduzione.
Credo che vada spiegata in termini semplici e comprensibili per tutti cosa sia la PAS, e perché sia così tanto controversa come patologia.
Credo che per prima cosa vada evidenziato che stiamo trattando di aggressioni all’IO del minore e delle modalità di reazione di un bambino posto all’interno di situazioni conflittuali.
Partendo quindi da delle ovvietà etiche ricorderei che:
Quando il minore subisce delle aggressioni (fisiche o psichiche) la famiglia rappresenta la difesa principale per la sua incolumità; però quando le aggressioni arrivano proprio dalla famiglia il minore si trova posto di prepotenza in grande difficoltà.
La giurisprudenza qui interseca la psichiatria e la psicologia.
Le aggressioni possono andare dall’estremo dei maltrattamenti all’altro estremo dell’abbandono. Una forma di violenza fatta al minore è ANCHE SOLO il coinvolgerlo DIRETTAMENTE in separazioni conflittuali questo è quello che favorisce l’insorgenza della possibile alienazione (PAS).
Di fronte a questo tipo di aggressioni l’Io infantile (il suo sistema di difesa ) può attivare istanze d’ansia associate a vissuti di esclusione, rifiuto, repulsione, e instabilità.
Dato lo scarso equipaggiamento difensivo dell’IO di un bambino il minore utilizzerà diverse reazioni:
- contrattacco (atteggiamento offensivo)
- fuga (regressione)
- nascondimento (evitamento, isolamento)
Questi sono i primi sintomi su cui i campi di cui sopra, giurisprudenza, psichiatria e psicologia, dovrebbero creare l’allerta.
Purtroppo viviamo all’interno di un miope sistema in cui il concetto di patologia viene generalmente correlato ad un disagio della singola persona.
Nella PAS (sindrome di alienazione parentale) questa condizione di disagio non viene,secondo alcune scuole di pensiero,percepita coscientemente dal bambino, ma dal campo e/o dal soggetto terzo che viene alienato; questo chiaramente apre il dibattito su chi sia quindi il soggetto affetto.
La giurisprudenza ovviamente trova qui il primo problema spinoso.
In realtà dovrebbe a questo tendere una mano la psicologia delucidando che qualsiasi disturbo della personalità non agisce sul soggetto affetto ma sulle persone a lui vicine ed affezionate.
L’alienazione avviene perché uno dei due coniugi distrugge la fiducia e la Continua a leggere…

Dove ci portano la MALINCONIA, la NOSTALGIA, la DEPRESSIONE? (Jung, Carotenuto, Hillman, R.Morelli, M.L.Von Franz)

140816_depressione

Qui Jung parlando di un passo di Holderlin in cui dedica alcuni versi alla sua passata splendida giovinezza d’un tempo, scrive:

«Il distacco dalla giovinezza ha sottratto alla natura persino il suo aureo fulgore e il futuro appare vuoto e senza speranza. Ciò che però toglie il fulgore alla natura e la gioia alla vita, è il riguardare indietro a ciò che un tempo era fuori di noi, invece di figgere lo sguardo addentro nello stato depressivo. Il guardare indietro porta alla regressione ne costituisce l’avvio. La regressione è anche un’introversione involontaria, in quanto il passato è oggetto delle nostre reminiscenze ed è quindi un contenuto psichico, un fattore endopsichico. La regressione è uno scivolare nel passato provocato da una depressione nel presente. La depressione va considerata come un fenomeno inconscio di compensazione, il cui contenuto, per raggiungere la sua piena efficacia, dovrebbe essere reso cosciente. Ciò può verificarsi solo regredendo coscientemente di pari passo con la tendenza depressiva e integrando nella coscienza le reminiscenze così attivate, il che corrisponde all’intento perseguito dalla depressione.»
(C.G.Jung – Simboli della Trasformazione, Edizioni Bollati Boringhieri, p.393)

“Nella malinconia si cela una parte molto importante della personalità, un prezioso frammento della psiche, da cui può scaturire la creatività, conferendogli un significato di alta spiritualità catartica. Non dobbiamo cercare di liberarci di una nevrosi, ma piuttosto di fare esperienza di quello che significa per noi e di quello che ci insegna. Dobbiamo addirittura imparare ad esserle riconoscenti. Senza di lei avremmo potuto perdere l’occasione di apprendere chi siamo in realtà: non siamo noi a guarirla, è lei che ci guarisce.”
(Carl Gustav Jung)

«Cosa vuole da me la depressione? Dove mi vuole portare? Cosa vuole fare di me l’insonnia? Che progetti ha per me la mia anima, dato che mi invia l’attacco di panico? Dove vuole arrivare? Cosa vuole fare di me?»
(Raffaele Morelli – Non siamo nati per soffrire, p.27)

«In genere, prima, c’è un periodo di depressione, di vuoto, di assenza di avvenimenti: più a lungo esso dura, più facilmente si può supporre che un enorme ammontare di energia si stia accumulando nell’inconscio.
PERCHÈ QUALCOSA DI IMPORTANTE ARRIVI A ESPRIMERSI, C’È BISOGNO DI UN SIMILE PERIODO IN CUI, PER COSÌ DIRE, NULLA ACCADE A LIVELLO DI COSCIENZA.
Noto io stessa un fenomeno analogo quando, per esempio, scrivo un saggio.
Se solo penso: “Oh, questo argomento è interessante!” e mi metto a scrivere, allora ne viene fuori una chiacchiera superficiale. Continua a leggere…

Il godimento immediato ed effimero è lontano del “Desiderio”. Imparare a desiderare. (di Massimo Recalcati)

recalcati massimo1

«La cosa che più colpisce come psicanalista è vedere che il sintomo più diffuso tra i giovani, aldilà della depressione, l’anoressia, il panico, le droghe, sia il fatto che sono senza desiderio, che sono vite senza desiderio.
Il disagio della giovinezza prende questa forma della vita come turacciolo passivo, sballottato dalle onde del godimento.
(…) Dovremmo poter dire ai nostri figli: se tu rinunci al godimento immediato, se non ti perdi nel culto effimero della sensazione, se non insegui il miraggio del nuovo, potrai avere una soddisfazione assai maggiore.
Questa è la posta in gioco. Quale soddisfazione?
Quella del desiderio.»

(Massimo Recalcati)

«Quando comprendiamo che quello che profondamente desideriamo non può mai essere trovato in un oggetto, una sostanza, un’attività, una relazione o uno stato, il nostro desiderio perde la sua direzione e il suo dinamismo naturalmente, senza sforzo; rifluisce alla sua fonte, e si rivela come la felicità che stavamo cercando.»

(Rupert Spira)

Continua a leggere…

«Another Earth» un film di Mike Cahill e Brit Marlink

«Nell’immensità del cosmo che esiste da più di 13 mila milioni di anni, c’è una copia esatta del nostro pianeta, con una copia esatta di noi stessi…allora cominci a chiederti se quell’altro ME abbia fatto gli stessi errori che ho fatto io e se quel me sia migliore di questo ME»

«Se incontrassi l’altro te, cosa gli diresti?»

VERSI: Cerchiamo un Dio in quest’inverno… (Emanuele G. Casale)

Foto di Luis Beltran

Foto di Luis Beltran

«D’amore
d’inverno
un sole nascente brillava nella morte
di questi tempi.
Cercavamo un Dio…
era come un richiamo d’infanzia
un richiamo d’amore
una presenza a cui eravamo abituati
perché da lui discendevamo.
Non in alto
né in basso,
nei volti familiari e propri vi è ancora quella presenza
che non cambia
mai»
(Emanuele G. Casale – Registrato con Licenza CC – Creative Commons Licenza Creative Commons.

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.)

Il noto regista italiano Federico Fellini ci parla di JUNG

Federico_Fellini“La lettura di qualche libro di Jung, la scoperta della sua visione della vita, ha avuto per me un carattere di una gioiosa rivelazione, una entusiasmante, inattesa, straordinaria conferma di qualcosa che mi sembrava di avere in piccola parte immaginato.[...] Jung è un compagno di viaggio, un fratello più grande, un saggio, uno scienziato veggente [...] L’umiltà scientifica di Jung di fronte al mistero della vita mi sembra più simpatica. I suoi pensieri , le sue idee, non pretendono di diventare dottrina, ma solo di suggerire un nuovo punto di vista, un diverso atteggiamento che potrà arricchire ed evolvere la personalità, guidandoti vero un comportamento più consapevole, più aperto, e riconciliandoti con le parti rimosse, frustrate, mortificate, malate di te stesso . Indubbiamente Jung è più congeniale, più amico, più nutriente per chi crede di dover realizzarsi nella dimensione di una fantasia creativa. Freud con le sue teorie ci obbliga a pensare; Jung invece ci permette di immaginare, di sognare, e ti sembra, addentrandoti nell’oscuro labirinto del tuo essere, di avvertire la sua presenza vigile e protettrice”
(Federico Fellini , 1983 – tratto da “Jung e la cultura del XX secolo”, di Aldo Carotenuto)

- Grazie per la segnalazione di questo stralcio ad OSCAR CONTINO,  del gruppo Jung-Italia su facebook – 

“Perchè tarda a giungere la notte…” SONETTO 4, di Giancarlo Fattori

Giancarlo FattoriSONETTO N°4
“Perché tarda a giungere la notte,
a rinfrescare del cuore le ferite?
Come le onde dal tempo annerite
si vanno a frangere tra silenziose grotte.
E freme il cielo, e l’anima s’imbruna,
solcando mari con barche senza vela,
mentre la morte rischiara la laguna
con fioco lume che il cielo, poi, raggela.
Ché nel periglio m’appresto a naufragare,
tra i flutti assorti di questo infido mare.”

(Giancarlo Fattori ©2014)

Accettiamo di vivere nell’infelicità perchè abbiamo paura dei cambiamenti – (Dal film/libro “Mangia, prega, ama” – di Elizabeth Gilbert)

mangia prega ama1

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali David. Accettiamo di vivere nell’infelicità perchè abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere se stesso, e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola trappola è restare attaccati ad ogni cosa. Le rovine sono un dono, la distruzione è la via per la trasformazione.
Anche in questa città eterna l’Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo essere sempre preparati ad ondate infinite di trasformazioni.
Sia io che te meritiamo di più che stare insieme perché altrimenti abbiamo paura di essere annientati.”
(Mangia, prega, ama – autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert)

Elizabeth Gilbert

Elizabeth Gilbert

«Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo “La Fisica dell’Anima”, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.»
(Mangia, prega, ama – autobiografia della scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert)

“Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole, e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esteriore che interiore; se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio; se accetti tutti quelli che incontri, strada facendo, come insegnanti; e se sei preparato soprattutto ad accettare alcune realtà di te stesso veramente scomode, allora la verità non Continua a leggere…

E’ morta a 100 anni l’ultima figlia di JUNG, studiosa dell’iconografia cristiana…

Helen Hoerni Jung Figlia di Jung 1 luglio 2014

(Helene Hoerni-Jung 1914-2014)

ARTICOLO DA LEGGERE E TRADURRE IN ITALIANO con GOOGLE TRANSALTE (clicca qui per leggere):

Helene Hoerni-Jung, la più giovane dei figli di Jung è morta il 1 Luglio all’età di 100 anni. Questo articolo, , pensato in tedesco,può essere letto usando Google Translate o altri programmi simili. Hoerni-Jung studiò Iconografia cristiana ortodossa, insegnò a lungo, e pubblicò libri come “Mary, the Female Image” and “From the Inner Man: Images of the Divine Son.”
(Ringrazio Eldo Stellucci per aver riportato il link e la notizia e indicazioni bibliografiche utili di Helene)

“E’ la figlia che suonava il pianoforte…Andreas, il nipote di Jung, quando chiesi info riguardo l’ultima figlia in vita di Jung, mi disse che viveva poco distante da casa Kusnacht ma che oramai non riconosceva più tanto bene le persone…Mi fa un certo effetto questa notizia ora…”
(Emanuele Casale)

Manifestazioni comportamentali dell’archetipo Senex nella psiche dell’individuo

saturno senex vecchio1
“Le maledizioni di Saturno che mi avevano afflitto (freddezza e distacco, ossessioni del pensiero, sindromi depressive che mi paralizzavano nell’azione, preoccupazioni materiali, goffaggine nell’utilizzo di congegni elettronici o in generale di cose a me non familiari, fardelli di responsabilità, periodi di rigidità e intrattabilità verso gli altri e verso me stesso), tutte queste maledizioni erano state valutate solo per la loro apparenza. Non avevo afferrato la loro efficacia: come esse mi avevano protetto, tenuto sulla via fedele alla mia vocazione, lasciato il tempo di pensare ed apprezzare la solitudine e come avessero permesso che la mia tendenza all’ordine fosse sconfitta in favore dell’assenza e del vuoto. In altre parole le maledizioni che attribuivo a Saturno erano delle benedizioni. Quel giorno compresi che siamo noi che facciamo di Saturno un pianeta sinistro e maledetto interpretando le sue benedizioni in una visione ristretta ed oppressiva, come pesanti fardelli piuttosto che carichi doni. Scordiamo una metà; la parte celeste del male. Per questa ragione non c’è un Dio che ci maledice; siamo noi che abbiamo maledetto Dio, mal interpretando la sua efficacia.”

(James Hillman) 

«E la mia voce ti accompagnerà…» (Milton Erickson)

Milton-Erickson

Milton Erickson

«E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagnerà.
E la mia voce si muterà in quella dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccola che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato.»

(M.Erickson – (da La mia voce ti accompagnerà, Astrolabio)

 

 

«Abbia compassione del lato Oscuro di Dio, non resista al male!» (Jung a A.Von Keller)

Jung 4

«Si, noi ci troviamo in questa guerra. E lei stessa è il campo di battaglia . Cosa possiamo fare? Il resistere al Diavolo trasferisce a lui tutta la forza derivata dalla nostra mancata accettazione, fino al punto in cui noi cadiamo nell’incoscienza! Allora sì che tutto è perduto! Dobbiamo rimanere vigili, dobbiamo essere testimoni, non dobbiamo rischiare l’identificazione. Interroghi allora il diavolo, gli chieda che cosa vuole da lei, ora che sta distruggendo i suoi valori, il suo senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, i suoi progetti, i suoi desideri, l’intero mondo del suo Io. Abbia compassione del lato oscuro di Dio, che così intensamente opera su di noi in questo momento! Non resista al Male! …non resista al male!»
(Risposta di Jung in seguito ad un sogno raccontatogli dalla sua allieva Alwine von Keller – Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952” – Antigone Edizioni, p.169)

 

26 Luglio, nasceva C.G.Jung – Testimonianze: come gli altri lo ricordano…

139′ Anniversario di Nascita di Carl Gustav Jung (26 Luglio 2014)

Jung 9«Proponiamo questo libro come contributo al ricordo, platonico e freudiano, all’indulgenza, alla pacificazione e – anche – alla celebrazione di un grande spirito umano, che non è stato un santo e non è stato un porco, ma un inguaribile uomo. Come dicono i messicani: un uomo è raro.»
(R.D.Laing e Nameche – Jung e le persone, uno studio su genio e follia)

«Lo zen upasaka Lu K’uan Yu di Honk-Kong disse in lode di Jung: “Jung era una persona molto generosa senza superbia né pregiudizi. Per questo ha fatto scoperte così meravigliose. Ma oggi uomini simili sono molto rari.”»
(Marie Louise Von Franz – Il mito di Jung, p.111 – comunicazione diretta fatta alla Von Franz)

«Una testimonianza del profondo legame di Alwine von Keller con Jung ci viene dalla comunicazione che l’allieva preparò nel novembre 1961 per un incontro in memoria del defunto maestro.
“(…) C.G.Jung. Da dove cominciare? Cosa scegliere fra i tanti tesori che egli così generosamente ci ha elargito? (…) Personalmente, credo che la sua capacità di integrazione abbia costituito la mia prima, vera impressione della grandezza di C.G.Jung. Era caratteristico di lui sostenere il giusto e l’ingiusto con eguale magnanimità. Fui testimone dell’attenzione caritatevole che riservava ai più piccoli così come ai più grandi avvenimenti e problemi dell’uomo e di c Continua a leggere…

Come la mente produce molecole che cambiano l’organismo. (Candace Pert – neuroscienziata)


Candace Pert1

Come la “mente” (fattore psicologico) produce molecole segnale che vanno a condizionare la risposta genica (fattore materiale fisiologico).
Un libro-cult della neuroscienziata e farmacologa Candace Pert, che ha scoperto il recettore per gli oppiacei, il sito di legame cellulare per le endorfine nel cervello.
Con la prefazione dei più rivoluzionari medici attuali, Deepak Chopra.
DI COSA PARLA IL LIBRO:
Perché proviamo certe sensazioni? In che modo i nostri pensieri e le nostre emozioni influiscono sulla nostra salute? In questo libro l’autrice cerca di rispondere a queste e altre domande che scienziati e filosofi pongono da tempo. Dopo la scoperta che esiste una base biomolecolare delle emozioni, l’autrice illustra i nuovi sviluppi scientifici e fornisce una chiave per comprendere noi stessi, i nostri sentimenti e il legame che esiste tra mente e corpo. Prefazione di Deepak Chopra.

«In “Molecules of Emotion” la Pert descrive come il suo studio dei recettori processori di informazioni, situati sulle membrane cellulari dei neervi, l’aveva portata a scoprire che gli stessi recettori “neurali” erano presenti in molte, se non tutte, le cellule del corpo. I suoi eleganti esperimenti dimostrano che la “mente” non è localizzata nel cervello, ma è distribuita in tutto il corpo attraverso le molecole-segnale. Fatto ancora più importante, i suoi studi rivelano che le emozioni non sono prodotte soltanto da un feedback nel corpo in risposta alle informazioni ambientali. Attraverso l’auto-coscienza, la mente può usare il cervello per generare “molecole di emozione” scavalcando il sistema.»
(Bruce Lipton – La Biologia delle credenze, p.153)

CHI E’ STATA CANDACE PERT (fonte biografica Wikipedia) Continua a leggere…

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 2.058 follower