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Il blog è aperto dal mese di Agosto (2013) e si propone di continuare l'attività divulgativa e collaborativa iniziata dapprima sulla piattaforma di facebook con il gruppo nazionale CARL GUSTAV JUNG - ITALIA.

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La sezione "Estratti INEDITI" raccoglierà tutti gli articoli e gli elaborati di varia natura inviati da collaboratori psicologi, psichiatri, scrittori e appassionati delle tematiche della psiche. Tali contributi saranno tutelati dal copyright (per quei lavori già pubblicati regolarmente) o dai CC (creative commons) per quelli inediti di prossima pubblicazione editoriale.

Un saluto dall'Admin,
Emanuele Casale
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«Lasciate cadere ciò che vuole cadere; se lo trattenete, vi trascinerà con sé. Esiste un vero amore che non si occupa del prossimo.»
(C.G.Jung – Libro Rosso, p.245)

«E la mia voce ti accompagnerà…» (Milton Erickson)

Milton-Erickson

Milton Erickson

«E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui eri una bambina piccola piccola. E la mia voce ti accompagnerà.
E la mia voce si muterà in quella dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccola che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato.»

(M.Erickson – (da La mia voce ti accompagnerà, Astrolabio)

 

 

«Abbia compassione del lato Oscuro di Dio, non resista al male!» (Jung a A.Von Keller)

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«Si, noi ci troviamo in questa guerra. E lei stessa è il campo di battaglia . Cosa possiamo fare? Il resistere al Diavolo trasferisce a lui tutta la forza derivata dalla nostra mancata accettazione, fino al punto in cui noi cadiamo nell’incoscienza! Allora sì che tutto è perduto! Dobbiamo rimanere vigili, dobbiamo essere testimoni, non dobbiamo rischiare l’identificazione. Interroghi allora il diavolo, gli chieda che cosa vuole da lei, ora che sta distruggendo i suoi valori, il suo senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, i suoi progetti, i suoi desideri, l’intero mondo del suo Io. Abbia compassione del lato oscuro di Dio, che così intensamente opera su di noi in questo momento! Non resista al Male! …non resista al male!»
(Risposta di Jung in seguito ad un sogno raccontatogli dalla sua allieva Alwine von Keller – Carl Gustav Jung a Eranos 1933-1952” – Antigone Edizioni, p.169)

 

26 Luglio, nasceva C.G.Jung – Testimonianze: come gli altri lo ricordano…

139′ Anniversario di Nascita di Carl Gustav Jung (26 Luglio 2014)

Jung 9«Proponiamo questo libro come contributo al ricordo, platonico e freudiano, all’indulgenza, alla pacificazione e – anche – alla celebrazione di un grande spirito umano, che non è stato un santo e non è stato un porco, ma un inguaribile uomo. Come dicono i messicani: un uomo è raro.»
(R.D.Laing e Nameche – Jung e le persone, uno studio su genio e follia)

«Lo zen upasaka Lu K’uan Yu di Honk-Kong disse in lode di Jung: “Jung era una persona molto generosa senza superbia né pregiudizi. Per questo ha fatto scoperte così meravigliose. Ma oggi uomini simili sono molto rari.”»
(Marie Louise Von Franz – Il mito di Jung, p.111 – comunicazione diretta fatta alla Von Franz)

«Una testimonianza del profondo legame di Alwine von Keller con Jung ci viene dalla comunicazione che l’allieva preparò nel novembre 1961 per un incontro in memoria del defunto maestro.
“(…) C.G.Jung. Da dove cominciare? Cosa scegliere fra i tanti tesori che egli così generosamente ci ha elargito? (…) Personalmente, credo che la sua capacità di integrazione abbia costituito la mia prima, vera impressione della grandezza di C.G.Jung. Era caratteristico di lui sostenere il giusto e l’ingiusto con eguale magnanimità. Fui testimone dell’attenzione caritatevole che riservava ai più piccoli così come ai più grandi avvenimenti e problemi dell’uomo e di c Continua a leggere…

Come la mente produce molecole che cambiano l’organismo. (Candace Pert – neuroscienziata)


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Come la “mente” (fattore psicologico) produce molecole segnale che vanno a condizionare la risposta genica (fattore materiale fisiologico).
Un libro-cult della neuroscienziata e farmacologa Candace Pert, che ha scoperto il recettore per gli oppiacei, il sito di legame cellulare per le endorfine nel cervello.
Con la prefazione dei più rivoluzionari medici attuali, Deepak Chopra.
DI COSA PARLA IL LIBRO:
Perché proviamo certe sensazioni? In che modo i nostri pensieri e le nostre emozioni influiscono sulla nostra salute? In questo libro l’autrice cerca di rispondere a queste e altre domande che scienziati e filosofi pongono da tempo. Dopo la scoperta che esiste una base biomolecolare delle emozioni, l’autrice illustra i nuovi sviluppi scientifici e fornisce una chiave per comprendere noi stessi, i nostri sentimenti e il legame che esiste tra mente e corpo. Prefazione di Deepak Chopra.

«In “Molecules of Emotion” la Pert descrive come il suo studio dei recettori processori di informazioni, situati sulle membrane cellulari dei neervi, l’aveva portata a scoprire che gli stessi recettori “neurali” erano presenti in molte, se non tutte, le cellule del corpo. I suoi eleganti esperimenti dimostrano che la “mente” non è localizzata nel cervello, ma è distribuita in tutto il corpo attraverso le molecole-segnale. Fatto ancora più importante, i suoi studi rivelano che le emozioni non sono prodotte soltanto da un feedback nel corpo in risposta alle informazioni ambientali. Attraverso l’auto-coscienza, la mente può usare il cervello per generare “molecole di emozione” scavalcando il sistema.»
(Bruce Lipton – La Biologia delle credenze, p.153)

CHI E’ STATA CANDACE PERT (fonte biografica Wikipedia) Continua a leggere…

L’infantile pretesa di essere persone “COERENTI”. La coerenza è lontana dalla natura dell’anima.

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Walt Whitman – Poeta e scrittore Americano

«Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini…«
(WALT WHITMAN – da Canto di me stesso, in Foglie d’erba)

«L’altro timore che ci allontana dalla fiducia in noi stessi è la nostra coerenza: ci trattiene il rispetto per le azioni fatte e le parole dette, dato che gli occhi altrui non hanno altri elementi per calcolare la nostra orbita se non le nostre passate azioni, e noi siamo riluttanti a deluderli.
Ma perché continuare a tenere la testa dietro le spalle? Perché trascinarti dietro il cadavere della memoria, per paura di contraddire quel che hai detto e fatto in questo o quel luogo pubblico? Supponiamo che ti contraddica; e con questo? A me sembra buona norma di saggezza quella di non contare esclusivamente sulla sola memoria e di farne poco, anzi, anche in atti di pura memoria; e allora trascina in giudizio quel passato in un presente dai mille occhi, vivi in un giorno sempre nuovo!
[...] Una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Ma una grande anima non ha niente a che fare con la coerenza. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muri. Dì ciò che pensi oggi con parole dure e dì domani ciò che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto possa essere in contraddizione con qualunque cosa tu abbia detto oggi. “Ma così sarai sicuramente frainteso!”. Ma è proprio un così grande male, dunque, essere fraintesi? Pitagora fu frainteso e Socrate, Gesù, Copernico, Galileo e Newton furono fraintesi, e così fu di ogni più puro e saggio spirito che abbia preso carne. Essere grandi è essere frantesi.»
(Emerson – La fiducia in se stessi – Edizioni Piano B La mala parte, p.32)

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Ralph Waldo Emerson – Scrittore americano, padre del “Trascendentalismo”

 

Perle di Poesia: “Assecondate la Natura prima che s’impadronisca di voi!” (Holderlin)

“Assecondate la Natura prima che s’impadronisca di voi!”
(Holderlin – Empedocle)

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“Vado per il mio cammino, Crizia,
e so dove conduce. E mi prende vergogna
per avere esitato così a lungo.
Perché attendere tanto, sino a perdere
felicità e giovinezza e spirito, e che
più nulla mi rimanesse se non follia e miseria.
Quante volte, quante volte una voce mi ammonì!
Sarebbe stato bello allora. Ma ora è necessario.
O dèi misericordiosi! Dei del silenzio!
La parola insofferente precorre l’uomo
e non lascia che maturi in pace l’ora
della riuscita. Molte cose sono consumate
e ora tutto è più facile.”
(Holderlin – Empedocle)

Perle Poetiche: Cogliere la magia nelle ore e negli attimi della vita (Holderlin e Rilke)

friedrich-holderlin-1770-1843-L-3ySHmv“Spesso l’attimo ci afferra meravigliosamente e siamo trascinati via con la fuggente vita.
La bellezza di un’ora spesso sembra predisposta da tempo,
eppure è solo l’ora che ci abbaglia, e così solo questa noi distinguiamo nel passato…”

(Holderlin – La morte di Empedocle)

«Questa fu una delle ore rarerilke-portrait. Sono come un’isola fittamente fiorita tutt’intorno. Le onde respirano lievi lievi dietro le mura della primavera e nessuna navicella sopraggiunge dal passato e nessuna vuole avanzare verso il futuro. Che poi vi sia un ritorno al quotidiano non può arrecare alcun danno a queste ore insulari. – che rimangono distinte da tutte le altre, quasi vissute in una seconda, superiore esistenza.»
(Rainer Maria Rilke – lettera a Lou Andreas Salomè – Monaco, 8 giugno 1897 – La tartaruga edizioni p.16)

 

 

Non bastano SOLO libri e tomi di Psicologia per comprendere la Psiche umana

Jung alla tavola rotonda sulla terrazza di Casa Gabriella nel 1940. Coll. Eranos Foundation

«Chi vuol conoscere la psiche umana apprenderà ben poco dalla psicologia sperimentale. È meglio che appenda al chiodo la toga dello studioso, dica addio al suo gabinetto di consultazione e vada per il mondo, con cuore umano, a vedere coi propri occhi gli orrori delle carceri, dei manicomi e degli ospizi, le sordide bettole di periferia, i bordelli e le bische, i salotti della società’ elegante, le borse, i convegni dei socialisti, le chiese, i revival e le estasi delle sette, per sperimentare di persona amore e odio, la passione in tutte le sue forme, ritornerà molto più informato, sapra’ molto di piu’ di quanto gli insegnerebbero poderosi tomi alti un palmo e potrà essere per i suoi pazienti un vero psicologo.
(…) Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. (…)
In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà. Quindi una semplice comprensione intellettuale non è sufficiente, perché si apprendono solo i termini e non la sostanza interiore dell’evento in questione”.»
(Carl Gustav Jung – Elementi di psicologia)

« (…) un analista può aiutare il proprio paziente soltanto fino al punto in cui è arrivato lui stesso e non un solo passo di più.»
(C.G.Jung – La Psicologia del Kundalini Yoga, Seminario tenuto nel 1932, Bollati Boringhieri, p.167)

«Credi forse che l’uomo che dedica la sua vita alla ricerca conduca un’esistenza spirituale e viva la sua anima in misura maggiore di un altro. Ma anche una vita del genere è esteriore, esattamente com’è esteriore la vita di una persona che vive le cose esteriori. Un simile studioso non vive dunque le cose esteriori, bensì i pensieri esteriori, quindi non vive se stesso, bensì il suo oggetto. [...] Si è buttati via in tutti quei libri e in tutti i pensieri formulati da altre persone. Per questo la sua anima è bisognosa, dev Continua a leggere…

Le vere AMICIZIE e RELAZIONI si fondano sulla VERITA’ che ci incarna.

achille e patroclo amicizia legame

Achille e Patroclo

 

«Di recente ho scoperto una cosa: i veri amici sono quelli che ci stanno accanto quando accadono le cose belle.
Essi si schierano dalla nostra parte, gioiscono per le nostre vittorie.
I falsi amici sono quelli che compaiono soltanto nei momenti difficili, con una triste espressione di “solidarietà”: in realtà, la nostra sofferenza serve a consolarli per le loro vite miserabili.»
(Paulo Coelho, Lo Zahir)

 

«L’amicizia poi non è nemmeno il luogo dei consigli, dei suggerimenti e neppure della critica. Non siamo lì per ascoltare i lamenti dell’altro o per parlare del più o del meno e buttarci sui luoghi comuni. L’amico è prima di tutto l’incarnazione di un’energia provvidenziale, di un dio o di una dea che sentiamo silenziosamente al nostro fianco e che ci proteggono. A un amico non dobbiamo chiedere favori, non possiamo trattarlo come un oggetto e, soprattutto, non dobbiamo giudicarlo. Dobbiamo semplicemente sapere che c’è, che la sua immagine vive al nostro interno, che abita la nostra anima. Se è un amico, ci accetterà così come siamo, e noi faremo lo stesso con lui. Così saremo insieme anche quando siamo lontani. Senza che lo sappiamo, si sarà formata un’osmosi che innalzerà le energie dell’uno e dell’altro e le fonderà. Saremo una cosa sola. […]
Una vera amicizia è sempre nuova, quando è fra due cervelli liberi dai condizionamenti. E’ così che la consideravano i saggi ed è per questo che è sempre valida l’osservazione “chi trova un amico trova un tesoro”. Viceversa bisogna diffidare delle persone a cui non va bene niente, quelle che fanno sempre i distinguo, che ci mettono sempre in discussione. L’amicizia non è il luogo della critica o dell’autocritica.»
(Raffaele Morelli – Non siamo nati per soffrire, p.90-91)

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« (…) esiste ad un certo punto una domanda, che può essere terribile ma anche liberatoria, che può far crollare e ridimensionare la visione di un’intera relazione, una domanda da porre a se stessi riguardo alcune relazioni che viviamo con altre persone, che si tratti di relazioni coltivate negli anni o più recenti, dalle relazioni d’amicizia alle relazioni d’amore o parentali.
La domanda è questa:

“In questa relazione quanto l’altro tira fuori da me e abbraccia le mie potenzialità, i miei talenti, le cose che amo, il mio destino? O altresì, quanto ha paura di questi miei aspetti? Quanto li teme o li accetta? Quanto spesso (o quanto mai) si preoccupa di queste cose essenziali nella misura in cui la relazione che abbiamo si pensi sia basata su un qualche saldo fondamento?
Quanto ha “simpatia” per tutto ciò? Con quanta soggezione, con quanta frequenza parla o si interessa di questi miei aspetti vitali quando vengono fuori o quando troppo spesso li reprimiamo per paura? O ancora, quanto li evita, li sminuisce o li rigetta, li elude?”

Delle buone risposte a ciò potremmo trovarle non tan Continua a leggere…

La coscienza non è riducibile a eventi neurali. Esperienze cliniche di Pre-Morte lo dimostrano.

 “La coscienza non è riducibile a eventi neurali. Il significato del messaggio non sarà mai trovato nella chimica dell’inchiostro.”  (Roger Sperry, Nobel per la neurofisiologia)

«Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Se’ o dell’Anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo.» (C.G.Jung)

La mente non è strettamente correlata al cervello e al suo funzionamento. L’intero mondo antico lo ha sempre saputo, oggi noi abbiamo dovuto accettarlo grazie ai nuovi paradigmi della neuroscienza contemporanea [Gallese; K.Pribram & Bohm; Sheldrake; C.G.Jung; Zylberbaum, etc]. Ma nonostante ciò, in ancora moltissimi ambiti accademici di Psicologia e Medicina, gli “addetti” non ne sono a conoscenza e insegnano e divulgano ciò che hanno studiato 20-30 anni fa attraverso i vecchi paradigmi  meccanicistici/riduttivi, gli stessi paradigmi che sono attualmente in disuso, distrutti o risucchiati e integrati da quelli attuali. Qui un piccolissimo assaggio proveniente dal campo della ricerca in ambito neurofisiologico e psicologico.
Il dott. Bruce Greyson, Psichiatra noto, in questo stralcio di un convegno del 2008, ci lascia una piccola panoramica delle NDE (Near Death Experience – Esperienze Pre-Morte) in pazienti tenuti sotto osservazione. I dati sono abbastanza aggiornati.
Da tali studi derivano conseguenze epistemologiche imprescindibili per qualsiasi studio futuro del fenomeno della coscienza, che, come dimostra la letteratura più aggiornata, questa “coscienza” sembra essere “non-locale”.

Bruce Greyson – Il problema mente-corpo alla luce delle NDE (Near Death Experience – Esperienze pre-morte)

Articoli Utili correlati:

1) Neuroscienza e Cervello – La cosiddetta morte cerebrale (articolo)

2) Morte e Coscienza (articolo)

 

Riconosci l’impermanente. Coltivare la propria essenza, che a sua volta CI coltiva.

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“Io m’inoltrai nella morte interiore e vidi che morire esternamente è meglio che morire dentro. E decisi di morire all’esterno e di vivere dentro. Perciò voltai le spalle per andare in cerca del luogo della vita interiore.”
(C.G. Jung – Liber Novus)

“Confondendo l’essenziale e l’inessenziale perdi di vista la tua vera natura e coltivi vani desideri. Riconoscendo l’essenziale come tale e l’inessenziale come tale ritrovi la tua vera natura e arrivi all’essenza.”
(Dhammapada 11-12)

« [...] Non di rado si ha paura di vivere. E così produciamo in noi quelle che sono vere e proprie morti, lutti interiori. I lutti interiori sono le immagini di quegli orizzonti di vita che non stiamo vivendo, che abbiamo soppresso [...]
(Emanuele G. Casale , Pescara 2/1/2014. Registrato con Licenza CC – Creative Commons Licenza Creative Commons.
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.)

“La morte non è triste…la cosa triste è che il più delle persone non vive affatto.”
(Peaceful Warrior – Il Guerriero di Pace, di Dan Millman)

 

La storia del Buddha pone attenzione a come sia fondamentale vivere tenendo a mente in ogni istante ciò che è impermanente da ciò che non lo è. Tutte le cose del mondo sono più o meno essenziali a diversi livelli. Il problema è quando l’individuo fa perire la vita che gli è stata donata attaccandosi a ciò che è impermanente. Il messaggio del Buddha non mirava ad indicarci una via immersa nell’ascetismo e lontana dal mondo delle cose e dei desideri. C’è una sottile precisazione qui. Delle cose del mondo bisogna invece saperne goderne, attraversarle, superarle, non identificandoci con esse ma guardando la loro vera natura, consapevoli che il significato ultimo della vita non coincide con ciò che è impermanente e di passaggio.
Saperne dunque fare il saggio uso, esperendole come un saggio esperisce e vede i suoi pensieri pur sapendo che questi non indicano nulla della sua essenza. Coltivare l’essenza, che a sua volta coltiva noi; Il Sè, come Jung lo definì delineandone una splendida fenomenologia anche all’interno della clinica.
(Emanuele Casale)
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ARTICOLI CORRELATI:
La vita è troppo breve per lasciare dominio all’inespresso. Perchè è così che creiamo lutti interiori (di Emanuele Casale)

Molti individui amano i propri problemi, danno loro un senso d’identità. (Stress ed Ego)

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«Molti di noi sono così impegnati a correre da un posto all’altro creando la soap opera e il dramma con cui chiamiamo le nostre vite, che non sentiamo nulla.»
(Louise Hay)

«Il tuo nemico principale è lo stress, e la principale fonte di stress è il modo in cui opera la tua mente, seguito al secondo posto da ciò che mangi e dal modo in cui gestisci la tua vita.»
(Christallin, La magia della Guarigioine – di Joy e Roy Martina)

«(…) Alcune persone si arrabbiano quando mi sentono dire che i problemi sono solo illusioni. Minaccio di privarle del loro senso di identità. Hanno investito così tanto tempo in quella falsa idea di sé! Da molti anni, definiscono inconsciamente la loro intera identità in termini di problemi e dolore. Chi sarebbero, senza i loro problemi e i loro dolori?»
(Il potere di Adesso – Eckhart Tolle)

«I bisogni dell’ego sono infiniti. Si sente vulnerabile e minacciato e quindi vive in uno stato di paura e necessità. Una volta compreso coe opera la disfunzione di base, non c’è bisogno di analizzare tutte le sue innumerevoli manifestazioni, né di farlo diventare un problea personale complesso.
L’ego ovviamente adora tutto questo. E’ sempre alla ricerca di qualcosa a cui aggrapparsi per mantenere e rafforzare il suo senso illusorio di sé, e si attaccherà prontamente ai tuoi problemi. Ecco perché, per così tante persone, gran parte del loro senso di identità è intimamente legato ai problemi che hanno. Quando è così, l’ultima cosa che vogliono è liberarsene, perché significherebbe perdere se stesse. A livello inconscio, l’ego può investire molto nel dolore e nella sofferenza.»
(Il potere di Adesso – Eckhart Tolle)

«E’ nelle cose più profonde e importanti che siamo indicibilmente soli» (R.M.Rilke)

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« (…) in sostanza, e proprio nelle cose più profonde e importanti, siamo indicibilmente soli, e affinchè uno possa consigliare e anzi aiutare l’altro deve accadere molto, molto deve riuscire, una intera costellazione di cose si deve realizzare perché si ottenga una volta lo scopo.»
(Rainer Maria Rilke – Lettere ad un giovane poeta – Viareggio presso Pisa, 5 Aprile 1903 – Mondadori 1994, p.43)

«Naturalmente è immaginazione se ora affermo di aver sentito già a quell’epoca che qualcosa era entrato nella mia vita, direttamente nella mia, qualcosa che avrei dovuto portarmi appresso da solo, per sempre. Mi vedo giacere sveglio nel mio lettino a sponde, presagendo indistintamente come sarebbe stata la vita: piena di cose strane, pensate solo per un singolo e impossibili da esprimere. Certo è che a poco a poco sorse dentro di me un triste e opprimente orgoglio. Immaginavo come avrei girovagato, pieno di vita interiore e taciturno.»
(Rainer Maria Rilke – Quaderni di Malte Laurids Brigge, Mondadori, Milano 1988, p.98)

LA PROIEZIONE: Ciò che vediamo negli altri quanto ci appartiene?

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Il fenomeno psichico della “PROIEZIONE” è uno dei fenomeni più discussi e rivoluzionari della mente umana scoperti  dalla psicologia.
Come molti altri fenomeni psicologici anche questo ha un fortissimo correlato neurofisiologico, legato anche ai nuclei di personalità più o meno autonomi chiamati in psichiatria e psicologia “Complessi a tonalità affettiva” (cliccare per leggere il post sui Complessi).
Qui di seguito vari estratti molto esaustivi di noti autori che descrivono il fenomeno della proiezione in maniera brillante con relativi esempi.

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SULLA PROIEZIONE


«Se provate a indicare qualcuno tenendo la mano dritta davanti a voi, vi accorgete che un dito è puntato verso l’altra persona ma tre sono rivolte verso di voi: questo può servire a ricordarvi che quando denigriamo gli altri in realtà stiamo solo negando un aspetto di noi stessi.»
(Illumina il tuo lato Oscuro – Debbie Ford. Macro Edizioni 2012, p.46)


«La proiezione è un fenomeno affascinante che a scuola difficilmente ci viene insegnato. E’ un trasferimento involontario del nostro comportamento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone. Quando siamo ansiosi riguardo alle nostre emozioni o ai lati inaccettabili della nostra personalità, per un meccanismo di difesa attribuiamo queste qualità agli oggetti esterni e agli altri. Se per esempio abbiamo scarsa tolleranza nei confronti degli altri, probabilmente è perché tendiamo ad attribuire loro il nostro Continua a leggere…

Condizionamenti e convinzioni NON NOSTRE determinano la nostra vita.

editoria-e-condizionamenti

«Tutti gli ostacoli di John erano giudizi: suoi personali, di un amico o di un familiare. E quei giudizi stavano determinando la sua vita. Purtroppo la maggior parte di noi è nella stessa situazione: permettiamo alle nostre convinzioni interiori di controllare la nostra vita. E’ interessante scoprire che i nostri amici e familiari di solito ripetono le stesse convinzioni che abbiamo adottato: ci convincono, o noi li convinciamo, che quei giudizi sono veri.
Recentemente ero a una festa con diversi amici di John: quando ho intavolato l’argomento della sua musica, tre persone diverse mi hanno ripetuto quasi parola per parola i motivi per cui John non poteva sfondare nel mondo della musica. Aveva ricavato quei giudizi limitativi dai suoi amici, o li aveva convinti a credere alle sue stesse convinzioni? Comunque fossero andate le cose, John non stava impegnandosi a realizzare i suoi veri desideri.
La decisione di cambiare la propria vita è una cosa seria. Dopo anni di lavoro con la gente ho scoperto che molti amano parlare di cambiamenti, ma sono riluttanti ad abbandonare comportamenti che li tengono bloccati all’interno di schemi negativi.»
“Hanno fiducia nelle loro ragioni ma non nei loro sogni”
(Illumina il tuo lato Oscuro – Debbie Ford. Macro Edizioni 2012, p.182)

“Dalle nostre famiglie adottiamo inconsciamente molte convinzioni e il resto delle scelte esistenziali che compiamo è improntato da queste convinzioni senza nemmeno che ci poniamo la dom Continua a leggere…

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