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---- «Per fortuna sono Jung e non sono Junghiano!» (Jung)

---- « Sono stato definito “cercatore”, non so se fosse un complimento. Ringrazio il destino di avere benevolmente impedito alla mia barca di approdare sulle aride sponde di una raccapricciante conclusività.
Chi cerca trova, e colui che sempre cerca, sempre trova. Per questo sono felice di non vedere alcuna conclusività da nessuna parte, bensì un’oscura distesa piena di misteri e di avventura. »
(C.G.Jung – Sulla psicologia, 1933, p.106)

6 Giugno 1961/1991 – Tributo a Jung nel giorno del 52’anniversario di morte. Di Emanuele Casale

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Un giorno a me caro nel quale contemplare alcune cose del remoto e alcune cose del domani per riunirle nell’adesso, dove mi servono da bussola imprescindibile per orientarmi nel caos di cui ognuno, con sue modalità, ne abita gli ampi spazi fecondi. Oltre ad essere il mio compleanno, il 6 giugno, già da diversi anni ormai, è per me un giorno nel quale trovarmi ancora più vicino a Jung, oltre la mera vicinanza dovuta agli studi di psicologia all’interno dei quali lui è stato – ed è – base e futuro imprescindibile.

Il 6 Giugno 1961 Andava via da questo piano di realtà CARL GUSTAV JUNG, a casa Kusnacht, in piena serenità, circondato dai cari che gli avevano riempito la vita fino agli ultimi suoi giorni; lasciando al mondo la più grande opera scientifica/culturale mai esistita nel XX secolo. Ma ciò che l’Anima lascia oltre il materico e l’immediatamente tangibile è ancora altro, di invisibile ma di operante, che agisce a livello universale e per sempre. Poi il 6 Giugno, ma stavolta nel 1991, nasceva un Emanuele Casale un pò malatone ossessivo e con pezzi d’A Continua a leggere…

L’eternità presente nella mia infanzia. Vi era un mondo eterno lì. (C.G.Jung, RSR)

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           Jung bambino

«Trent’anni dopo fui di nuovo su quel pendio (dove Jung svolgeva nell’infanzia il suo gioco filosofico con la “sua” pietra). Ero un uomo sposato, con figli, una casa, una posizione, e con tante idee e progetti per la testa, e d’un tratto ero di nuovo il bambino che aveva acceso un fuoco, il cui significato era segreto, e si sedeva su una pietra senza sapere se essa fosse “io”, o io fossi “essa”!
Ripensai allora alla mia vita a Zurigo (quella adulta, attuale), e mi parve estranea e mi fece lo stesso effetto che se avessi avuto notizie di un mondo e di un tempo remoti. era seducente e pauroso ad un tempo. Il mondo della mia infanzia, dal quale in quel momento ero stato ripreso, era eterno, e ne ero Continua a leggere…

Si possiede una cosa solo quando la si dimentica. Dimenticarla è averla per sempre (Emanuele Casale)

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«Si possiede una cosa solo quando la si dimentica.
Dimenticare qualcosa è farla tessuto, sangue, sostanza, carne.
Si possiede ciò che si scorda, ciò che non si scorda aleggia ancora un po fuori da noi per essere integrata,
essere smembrata. Dimenticarla è averla per sempre, è averla digerita. Come per sempre e da sempre abbiamo nel profondo le nostre origini, le nostre mete…epp Continua a leggere…

L’INFINITO che ci abita. L’eternità e l’infinito viaggiavano ora con lui.

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«Intere vite che abbiamo alle spalle, e davanti.
Le persone a cui siamo legati da sempre,
i ricordi che, sopiti in noi, ci legano.
Le abitudini, le parole che ci siamo dette e ripetute,
i nomi con cui ci riconoscevamo.
Una strada conosciuta sulla quale vi è una casa che ci apparteneva,
un lavoro e un’arte che svolgevamo tra gli altri nel mondo,
una festa in cui ballavamo ed eravamo allegri,
una canzone particolare di cui riascoltiamo, in questo nuovo oggi, le note…
Passiamo e ripassiamo in questi infiniti mondi paralleli, passati e futuri,
incrociando nell’aria la stessa scintilla che in altri luoghi
ci ha sempre fatto riconoscere.
Sono diecimila frammenti,
messi lì nelle ere dei tempi,
qui e là in questi mondi paralleli che insieme viviamo.
Per collegare questi frammenti in un disegno di cui possiamo ricordarne l’immagine,
basta un solo ricordo, di quelle cose comuni,
una luce immensa che toglie via il dubbio:
e ci svegliamo
sapendo che siamo ancora qui,
di nuovo tra noi.»

(Emanuele G. Casale – 05/04/2015 Registrato con Licenza CC – Creative Commons Licenza Creative Commons.
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.)

«Erano lì, gli attimi e le realtà del passato e del futuro di tutti i mondi possibili,
riuniti in un sol punto.
Non sussisteva rimpianto o
ansia di attesa Continua a leggere…

E’ ciò che imperfetto che insegna ad amare

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«Gli umani sono strani…credono che l’ordine e il caos siano in qualche modo opposti, e cercano di controllare ciò che non si può. Ma c’è grazia nei loro fallimenti…»
(VISIONE nel film “Avengers – Age of Ultron” 2015)

« (…) E’ ciò che imperfetto che insegna ad amare…»
(Emanuele G. Casale)

«La parte più vile in te è la fonte della grazia.»
(C.G.Jung)

Il mondo e le cose ci annoiano? Guardare tutto come “per la prima volta”. Non esistono momenti ordinari

Guardare occhio look vedere prima volta Never-Look-Down

«Guardiamo una cosa mille volte; forse dovremmo guardarla un milione di volte prima di vederla per la prima volta.»
(Dylan Thomas)

«Gli uomini viaggiano per stupirsi degli oceani e dei monti, dei fiumi e delle stelle e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi.»
(Agostino d’Ippona)

«Non esistono momenti ordinari»
(Peacefull Warrior – Dan Millman)

MIRACOLI

«Perché? Chi fa tanto caso a un miracolo?

Quanto a me, io non conosco altro che miracoli:
Che io passeggi per le vie di Manhattan,
O che spinga il mio sguardo al di sopra dei tetti,
verso il cielo,
O che guazzi a piedi nudi lungo la sponda,
proprio sul bordo dell’acqua,
O che stia sotto gli alberi ne Continua a leggere…

VERSI: Potrai rinascere domani. Dopo il viaggio dentro di te, usciremo a guardare qualcosa di proprio, di nostro.

Le notti bianche 2

Le notti bianche – Dostoevskij (tratto dal film ispirato al romanzo)

«Io vorrei farti dormire, ma…come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!».
(Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”)

Al tuo fianco, io aspetto che tu abbia completato il viaggio dentro te stesso e guarito le vecchie ferite. So che quando tornerai dai tuoi incubi cammineremo ancora mano nella ma Continua a leggere…

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