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---- «Per fortuna sono Jung e non sono Junghiano!» (Jung)

---- « Sono stato definito “cercatore”, non so se fosse un complimento. Ringrazio il destino di avere benevolmente impedito alla mia barca di approdare sulle aride sponde di una raccapricciante conclusività.
Chi cerca trova, e colui che sempre cerca, sempre trova. Per questo sono felice di non vedere alcuna conclusività da nessuna parte, bensì un’oscura distesa piena di misteri e di avventura. »
(C.G.Jung – Sulla psicologia, 1933, p.106)

Psicologia della DONNA: in ognuna vive un “uomo interiore” (Animus). Clinica, dinamiche e strutture dell’Animus nella donna.

Jung Animus Woman
Alla fine del post troverete dei link di approfondimento specialistico – indispensabili – sulla natura di questi due complessi/archetipi in Psicologia, Anima e Animus. La donna interiore ad ogni uomo (Anima), e l’uomo interiore ad ogni donna (Animus)
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«Nella sua forma negativa, l’Animus, l’uomo interiore della donna, è un potere del male, distruttivo per la vita umana. Separa la donna dalla sua femminilità. L’allontana dal calore umano e dalla gentilezza, la isola in un mondo privo di senso, martoriata da mani invisibili. La donna si sente vittima, prigioniera, intrappolata dalle circostanze esterne oppure da un destino crudele.

«Jung definì ANIMUS (termine che in latino significa ‘spirito’) la personificazione maschile dell’inconscio nei sogni delle donne. Anche l’Animus, come l’Anima, passa attraverso un processo di sviluppo in quattro fasi. In “L’uomo e i suoi simboli”, la dott.ssa Marie Louise Von Franz individua le fasi nel modo seguente:
“Dapprima si manifesta come la personificazione del mero potere fisico, per esempio come un campione di atletica, un uomo tutto muscoli. Nella fase successiva rivela il suo spirito di iniziativa e la capacità di svolgere un’attività pianificata. Nella terza fase, l’Animus diventa la ‘parola’ […] Infine, nella sua quarta manifestazione, l’Animus è l’incarnazione del senso. A questo più alto livello diviene (come l’Anima) il mediatore dell’esperienza religiosa e di conseguenza la vita acquisisce un nuovo senso. Fornisce alla donna fermezza spirituale, un invisibile sostegno interiore che la compensa della sua fragilità esterna.”
A questo livello più alto l’uomo interiore funge da collegamento con il Sé. Personifica le capacità di coraggio, spirito e verità della donna e la pone in contatto con la fonte della sua creatività personale. Ma, come l’Anima-vampiro nell’uomo, l’Animus, nella sua forma negativa, è un parassita. Personifica la brutalità, la freddezza, l’ostinazione e paralizza la crescita della donna.
Trasformare l’Animus significa andare incontro a una sofferenza immensa, perché si tratta, né più né meno, di abbandonare una identità vecchia a favore di una nuova. Ciò richiede un grande coraggio. Ma vale la pena di intraprendere questo viaggio, poiché le ricompense sono veramente incommensurabili.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni)

«L’Animus positivo è la consapevolezza istintiva più profonda della verità interiore, una verità fondamentale che guida la donna spirituale nel suo processo di individuazione, verso la possibilità di diventare se stessa.
E’ l’opposto dell’Animus negativo che, al contrario, è un grande imbroglione. (…)
Il lato maschile nelle donne è estremamente importante, tanto in senso positivo quanto in senso negativo. Presenta i suoi aspetti negativi soltanto quando le donne non sanno rapportarsi a esso con saggezza. La donna priva di Animus non ha energia né intraprendenza e neppure intelligenza e iniziativa. E’ una creatura molto povera. Tutto ciò di cui dispone sono un grembo per produrre figli e mani per cucinare. La donna priva di Animus non è niente. Da qui si vede come l’Animus sia estremamente positivo. Esso è intelligenza, anelito spirituale. Tutta la spiritualità della donna è legata all’Animus. Così, possiamo affermare che nella donna l’Animus, il suo lato maschile, si estende dal diavolo allo Spirito Santo.»
(Marie Louise Von Franz – Il mondo dei sogni. Red Edizioni, p.179)

“Nelle donne intellettuali l’animus causa spesso un argomentare e un raziocinare che vorrebbero essere intellettuali e critici, ma che in sostanza consistono nel fare di un punto secondario un argomento capitale, contro ogni senso. Oppure una discussione di per sè chiara viene irrimedi Continua a leggere…

Il dogma del “cambiare il mondo lì fuori”: l’illusione moderna del nevrotico perenne.

change the world cambiare il mondo

“Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.” (Lev Tolstoj)

“Ieri ero intelligente, ecco perché volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio, ecco perché sto cambiando me stesso.”
(Sri Chinmoy)

“Il saggio non fa nulla,
eppure cambia il mondo.”
(Lao Tzu – Tao te Ching)

« (…) non donare nulla all’umanità, ma di farsi carico di una parte del fardello che la grava e di aiutarla a portarlo; soltanto allora gli uomini serberanno gratitudine.»
(C.G.Jung – Da i seminari sullo Zarathustra di Nietzsche, Vol.1, Bollati Boringhieri, p.47)

«L’uomo in pace con se stesso, che accetta se stesso, dà il suo infinitesimale contributo al bene dell’universo. Ognuno presti cura e attenzione ai suoi conflitti interiori e personali e avrà ridotto di un milionesimo di milione la conflittualità del mondo.»
(C.G.Jung)

“A me non interessa il mondo. Mi interessano le persone con cui vivo: il resto del mondo è tutto nei giornali. La mia famiglia, i miei vicini, sono loro la mia vita: l’unica vita di cui posso avere esperienza; il resto è mitologia giornalistica. Non è poi così importante che io faccia carriera o realizzi grandi cose per me stesso. Ciò che conta e dà senso alla mia vita è che io viva nel modo più pieno possibile per realizzare la volontà divina che è in me.

Questo compito mi occupa a tal punto che non mi resta tempo per nient’altro. Vorrei farvi notare che se tutti vivessimo in questo modo, non avremmo più bisogno di eserciti, né di polizia, Continua a leggere…

6 Giugno 1961/1991 – Tributo a Jung nel giorno del 52’anniversario di morte. Di Emanuele Casale

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Un giorno a me caro nel quale contemplare alcune cose del remoto e alcune cose del domani per riunirle nell’adesso, dove mi servono da bussola imprescindibile per orientarmi nel caos di cui ognuno, con sue modalità, ne abita gli ampi spazi fecondi. Oltre ad essere il mio compleanno, il 6 giugno, già da diversi anni ormai, è per me un giorno nel quale trovarmi ancora più vicino a Jung, oltre la mera vicinanza dovuta agli studi di psicologia all’interno dei quali lui è stato – ed è – base e futuro imprescindibile.

Il 6 Giugno 1961 Andava via da questo piano di realtà CARL GUSTAV JUNG, a casa Kusnacht, in piena serenità, circondato dai cari che gli avevano riempito la vita fino agli ultimi suoi giorni; lasciando al mondo la più grande opera scientifica/culturale mai esistita nel XX secolo. Ma ciò che l’Anima lascia oltre il materico e l’immediatamente tangibile è ancora altro, di invisibile ma di operante, che agisce a livello universale e per sempre. Poi il 6 Giugno, ma stavolta nel 1991, nasceva un Emanuele Casale un pò malatone ossessivo e con pezzi d’A Continua a leggere…

L’eternità presente nella mia infanzia. Vi era un mondo eterno lì. (C.G.Jung, RSR)

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           Jung bambino

«Trent’anni dopo fui di nuovo su quel pendio (dove Jung svolgeva nell’infanzia il suo gioco filosofico con la “sua” pietra). Ero un uomo sposato, con figli, una casa, una posizione, e con tante idee e progetti per la testa, e d’un tratto ero di nuovo il bambino che aveva acceso un fuoco, il cui significato era segreto, e si sedeva su una pietra senza sapere se essa fosse “io”, o io fossi “essa”!
Ripensai allora alla mia vita a Zurigo (quella adulta, attuale), e mi parve estranea e mi fece lo stesso effetto che se avessi avuto notizie di un mondo e di un tempo remoti. era seducente e pauroso ad un tempo. Il mondo della mia infanzia, dal quale in quel momento ero stato ripreso, era eterno, e ne ero Continua a leggere…

Si possiede una cosa solo quando la si dimentica. Dimenticarla è averla per sempre (Emanuele Casale)

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«Si possiede una cosa solo quando la si dimentica.
Dimenticare qualcosa è farla tessuto, sangue, sostanza, carne.
Si possiede ciò che si scorda, ciò che non si scorda aleggia ancora un po fuori da noi per essere integrata,
essere smembrata. Dimenticarla è averla per sempre, è averla digerita. Come per sempre e da sempre abbiamo nel profondo le nostre origini, le nostre mete…epp Continua a leggere…

L’INFINITO che ci abita. L’eternità e l’infinito viaggiavano ora con lui.

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«Intere vite che abbiamo alle spalle, e davanti.
Le persone a cui siamo legati da sempre,
i ricordi che, sopiti in noi, ci legano.
Le abitudini, le parole che ci siamo dette e ripetute,
i nomi con cui ci riconoscevamo.
Una strada conosciuta sulla quale vi è una casa che ci apparteneva,
un lavoro e un’arte che svolgevamo tra gli altri nel mondo,
una festa in cui ballavamo ed eravamo allegri,
una canzone particolare di cui riascoltiamo, in questo nuovo oggi, le note…
Passiamo e ripassiamo in questi infiniti mondi paralleli, passati e futuri,
incrociando nell’aria la stessa scintilla che in altri luoghi
ci ha sempre fatto riconoscere.
Sono diecimila frammenti,
messi lì nelle ere dei tempi,
qui e là in questi mondi paralleli che insieme viviamo.
Per collegare questi frammenti in un disegno di cui possiamo ricordarne l’immagine,
basta un solo ricordo, di quelle cose comuni,
una luce immensa che toglie via il dubbio:
e ci svegliamo
sapendo che siamo ancora qui,
di nuovo tra noi.»

(Emanuele G. Casale – 05/04/2015 Registrato con Licenza CC – Creative Commons Licenza Creative Commons.
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.)

«Erano lì, gli attimi e le realtà del passato e del futuro di tutti i mondi possibili,
riuniti in un sol punto.
Non sussisteva rimpianto o
ansia di attesa Continua a leggere…

E’ ciò che imperfetto che insegna ad amare

world human beings esseri umani mondo

«Gli umani sono strani…credono che l’ordine e il caos siano in qualche modo opposti, e cercano di controllare ciò che non si può. Ma c’è grazia nei loro fallimenti…»
(VISIONE nel film “Avengers – Age of Ultron” 2015)

« (…) E’ ciò che imperfetto che insegna ad amare…»
(Emanuele G. Casale)

«La parte più vile in te è la fonte della grazia.»
(C.G.Jung)

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