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---- «Per fortuna sono Jung e non sono Junghiano!» (Jung)

---- « Sono stato definito “cercatore”, non so se fosse un complimento. Ringrazio il destino di avere benevolmente impedito alla mia barca di approdare sulle aride sponde di una raccapricciante conclusività.
Chi cerca trova, e colui che sempre cerca, sempre trova. Per questo sono felice di non vedere alcuna conclusività da nessuna parte, bensì un’oscura distesa piena di misteri e di avventura. »
(C.G.Jung – Sulla psicologia, 1933, p.106)

E’ ciò che imperfetto che insegna ad amare

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«Gli umani sono strani…credono che l’ordine e il caos siano in qualche modo opposti, e cercano di controllare ciò che non si può. Ma c’è grazia nei loro fallimenti…»
(VISIONE nel film “Avengers – Age of Ultron” 2015)

« (…) E’ ciò che imperfetto che insegna ad amare…»
(Emanuele G. Casale)

«La parte più vile in te è la fonte della grazia.»
(C.G.Jung)

Il mondo e le cose ci annoiano? Guardare tutto come “per la prima volta”. Non esistono momenti ordinari

Guardare occhio look vedere prima volta Never-Look-Down

«Guardiamo una cosa mille volte; forse dovremmo guardarla un milione di volte prima di vederla per la prima volta.»
(Dylan Thomas)

«Gli uomini viaggiano per stupirsi degli oceani e dei monti, dei fiumi e delle stelle e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi.»
(Agostino d’Ippona)

«Non esistono momenti ordinari»
(Peacefull Warrior – Dan Millman)

MIRACOLI

«Perché? Chi fa tanto caso a un miracolo?

Quanto a me, io non conosco altro che miracoli:
Che io passeggi per le vie di Manhattan,
O che spinga il mio sguardo al di sopra dei tetti,
verso il cielo,
O che guazzi a piedi nudi lungo la sponda,
proprio sul bordo dell’acqua,
O che stia sotto gli alberi ne Continua a leggere…

VERSI: Potrai rinascere domani. Dopo il viaggio dentro di te, usciremo a guardare qualcosa di proprio, di nostro.

Le notti bianche 2

Le notti bianche – Dostoevskij (tratto dal film ispirato al romanzo)

«Io vorrei farti dormire, ma…come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!».
(Fëdor Dostoevskij, “Le notti bianche”)

Al tuo fianco, io aspetto che tu abbia completato il viaggio dentro te stesso e guarito le vecchie ferite. So che quando tornerai dai tuoi incubi cammineremo ancora mano nella ma Continua a leggere…

Il mondo interiore del trauma – Donald Kalsched

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Donald Kalsched, Il mondo interiore del trauma

Riassunto (a cura di Zaira Cestari)

Con il termine trauma Donald intende ogni esperienza che causa nel bambino una sofferenza o un’angoscia psichica intollerabile. Un’esperienza è intollerabile quando sopraffà i meccanismi di difesa consueti.
Un trauma così può variare dalle intense esperienze di abuso nell’infanzia, ai ripetuti traumi cumulativi dei bisogni di dipendenza inappagati
Il tratto caratteristico di questi tipi di trauma è ciò che Kohut ha chiamato “angoscia di disintegrazione”: paura innominabile associata alla minacciata dissoluzione di un sé coerente.
L’esperienza di una simile angoscia minaccia il totale annientamento della personalità umana, la distruzione dello spirito individuale.
Questo deve essere evitato ad ogni costo e dato che capita spesso nella prima infanzia prima che si sia formato un io coerente, entra in gioco una seconda linea di difese per impedire che l’impensabile diventi esperienza. Sono difese chiamate dagli psicoanalisti classici primitive o dissociative. Kalsched aggiunge che hanno valenza salvavita e sono archetipici.
Questo libro approfondisce il primo dialogo tra Freud e Jung sulla comprensione delle immagini mitopoietiche della fantasia che la psiche produceva in conseguenza del trauma. Nel libro viene studiato l’eccezionale immaginario mitopoietico che crea il mondo interiore del trauma. Le difese arcaiche associ Continua a leggere…

«Il mare è come la musica: contiene e suscita tutti i sogni dell’anima» (Jung)

Wallpaper mare back_to_the_sea_2_by_zim2687_by_zim2687-d6m4txb«Alcuni han timore di andare alla sorgente;
la ricchezza, infatti, comincia nel mare…»
(Holderlin)

«…Ma toglie e dà memoria il mare…»
(Holderlin)

“il mare è come la musica : contiene e suscita tutti i sogni dell’anima.”
(C. G. Jung – Ricordi, sogni, riflessioni)

“Il fiume che amo è un fiume infinito;
straripa attraverso il mare ed il cielo
le luci e la vita, e avanti a Lui si slancia.”
(R.W.Emerson – Gli uomini rappresentativi – Ed. Utet p.21)

‎”Siamo fatti per l’ immensità.
La nostra anima si dilata quando il cielo e il mare si ingrandiscono sotto i nostri occhi”
(Hernst Hello)

J.L.Borges – Elogio dell’ombra: adesso posso dimenticare, arrivo al mio centro, alla mia chiave, saprò chi sono

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Elogio dell’ombra

La vecchiaia (è questo il nome che gli altri le danno)
può essere il tempo della nostra felicità.
L’animale è morto o è quasi morto.
Rimangono l’uomo e la sua anima.
Vivo tra forme luminose e vaghe
che non sono ancora le tenebre.
Buenos Aires,
che prima si lacerava in suburbi
verso la pianura incessante,
è diventata di nuovo la Recoleta, il Retiro,
le sfocate case dell’Once
e le precarie e vecchie case
che chiamiamo ancora il Sur.
Nella mia vita sono sempre state troppe le cose;
Democrito di Abdera si strappò gli occhi per pensare;
il tempo è stato il mio Democrito.
Questa penombra è lenta e non fa male;
scorre per un mite pendio
e assomiglia a Continua a leggere…

Matrimonio: basi psicologiche e dinamiche di coppia. Cosa ci dicono Jung e altri analisti?

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«L’idea che il matrimonio esista per migliorarsi reciprocamente e’ pessima: sarebbe come essere sempre a scuola»
(C.G.Jung)

Passaggi e stralci di Jung, Carotenuto e Marie Louise Von Franz, che tentano di descrivere alcune dinamiche “classiche” dei rapporti matrimoniali. Si cerca anche di far luce su un aspetto spesso non considerato, cioè di come il padre e la madre di un individuo siano proiettati, inconsciamente, nella relazione matrimoniale. Tutto ciò insieme a tante altre osservazioni interessanti riguardo il matrimonio nella nostra cultura occidentale.
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«Ancora oggi il matrimonio rappresenta un punto d’arrivo; ma se si provasse a viverlo e a sentirlo come punto di partenza, la coppia avrebbe sicuramente maggiori garanzie di sopravvivenza, soprattutto in termini di qualità della sopravvivenza, perché qualsiasi rapporto si configura come cammino e non può sottrarsi a un’evoluzione. Scrive Jung (1925):

“Potremo parlare di – relazione individuale – solo quando la natura dei fattori incoscienti sarà riconosciuta, e quando l’identità primitiva sarà in larga misura abolita. Raramente – per non dire mai – un matrimonio giunge senza urti e senza crisi alla relazione individuale. La presa di coscienza non si ottiene senza dolore.”
(Amare Tradire: Quasi un apologia del tradimento, di Aldo Carotenuto, Edizioni Bompiani, p.94)

“Nella mia lunga esperienza psichiatrica non mi sono mai imbattuto in un matrimonio che fosse completamente autosufficiente. I matrimoni totalmente incentrati sull Continua a leggere…

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